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“imperatore”

Alla scoperta del mikado: il re dei tessuti couture e non solo

Il mikado è un tessuto elegante e versatile, conosciuto per la sua lucentezza e rigidità. Dalle sue origini orientali continua oggi a evolversi e a stupire

Alessandra Losito
di Alessandra Losito
20 marzo 2025 10:52
Alla scoperta del mikado: il re dei tessuti couture e non solo
Photo: cottonbro studio/Pexels
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Il mikado è uno dei tessuti più eleganti e affascinanti, capace di evocare un immaginario di lusso e raffinatezza, senza tempo. Spesso associato a occasioni speciali e abiti da cerimonia, è un materiale che ha attraversato secoli, portando con sé una storia ricca di innovazioni, cambiamenti stilistici e adattamenti alle tendenze moda. 

Dalle sue origini orientali agli atelier di oggi, è dunque diventato sinonimo di eleganza senza compromessi. Ma come si usa nella moda? Quali sono le sue radici e come si evolverà in futuro?

Preparatevi a scoprire il mikado, il re dei tessuti couture.  

 

Storia e origini: un’eredità di seta regale  

Il mikado prende il nome dal giapponese “mikado”, che significa “imperatore”, anche se il suo legame con il Giappone va oltre l’etimologia. Nato tra il XVII e il XVIII secolo, era usato per i kaftan cerimoniali dei nobili, come gli strati esterni dei kimono da corte, noti come "uchikake", indossati dalle donne dell’élite per enfatizzare rango e grazia. Tessuto a mano con seta grezza, la sua densità lo rendeva ideale per capi che dovevano impressionare senza fluidità eccessiva. Con la Via della Seta, raggiunse l’Europa, dove sartorie francesi lo adottarono per abiti da sera sontuosi.  

Nel XIX secolo, l’industrializzazione ne ampliò la portata, ma fu negli anni ’50 che il mikado conquistò la moda globale per crare volumi scultorei, mentre in Giappone restava legato a riti teatrali come il Noh, dove maschere e costumi richiedevano la sua rigidità lucente. Nel 2025, questo dualismo culturale – tra couture occidentale e heritage orientale – lo rende unico, celebrato per un’eleganza che fonde storia e innovazione senza perdere il suo DNA imperiale.  

 

Che cos’è il mikado: un tessuto con carattere

Il mikado è una seta twill, tessuta con un’armatura a saia che incrocia ordito e trama in diagonale, creando una superficie liscia ma tattile. Con un peso tra 100 e 200 grammi al metro quadrato, offre una rigidità morbida che lo distingue da sete fluide. Originariamente di seta pura, oggi si produce anche con poliestere o viscosa, meno costosi ma fedeli alla sua lucentezza. In piccole realtà giapponesi, come a Kyoto, artigiani usano ancora telai manuali per un mikado tradizionale, tingendo i filati con pigmenti naturali – un processo raro che eleva il costo a oltre 100 euro al metro.  

La seta grezza, spesso da bozzoli cinesi o giapponesi, viene filata in fili spessi e intrecciata fitta per garantire struttura. La finitura brillante nasce da un trattamento a caldo che compatta le fibre, dando un riflesso tridimensionale. È resistente ma poco traspirante, perfetto per capi che tengono la forma. Nel 2025, l’aggiunta di filati riciclati e tecniche sostenibili lo modernizza, mantenendo il fascino di un tessuto che sembra scolpito, ideale per silhouette architettoniche e dettagli couture.  

 

Il mikado nella moda: impieghi e caratteristiche

Il mikado si distingue per la sua consistenza rigida e il suo drappeggio strutturato, che conferisce agli abiti un aspetto scolpito e ben definito. La sua rigidità lo rende perfetto per le creazioni sartoriali, soprattutto per abiti da cerimonia come gli abiti da sposa, ma anche per giacche e cappotti di alta moda.

Nel corso degli anni, il mikado è stato utilizzato per creare abiti da sera dal taglio strutturato, dove la rigidità del tessuto permette di ottenere forme eleganti senza compromettere la fluidità del design. Oggi, è un tessuto amato dai grandi stilisti, che lo utilizzano per le loro collezioni haute couture e per le occasioni più raffinate. L’abito da sposa in mikado, con la sua capacità di mantenere una forma impeccabile, è diventato uno degli abiti più richiesti e amati da tutte le spose moderne che cercano un look elegante e senza tempo.

Il mikado eccelle dunque in capi in cui è richiesto volume ma con eleganza. Ecco i suoi usi:  

  • Abiti da sposa: gonne a campana e bustier definiti per un look regale.  

  • Sera couture: silhouette a colonna o flared per serate indimenticabili.  

  • Giacche sartoriali: linee rigide e spalle marcate per un twist bold.  

  • Costumi teatrali: mantelli e abiti storici, omaggio alla sua origine cerimoniale.  

  • Gonne strutturate: pieghe perfette che resistono al movimento.  

Inoltre, il mikado è stato reinterpretato nelle sfilate di alta moda, spesso arricchito da dettagli di pizzo, ricami e applicazioni preziose che ne accentuano l’aspetto regale. 

 

Mikado e alta moda

L’alta moda è sempre stata uno dei principali ambiti in cui il mikado ha brillato. Questo tessuto pregiato è particolarmente adatto alla creazione di abiti da sera e da cocktail, dove la struttura e la lucentezza del mikado possono essere esaltate al massimo. La sua combinazione di eleganza e sostanza lo rende ideale per le sfilate delle case di moda più prestigiose, dove viene spesso utilizzato in combinazione con altri tessuti lussuosi come il taffetà, la seta e il tulle.

Un altro aspetto interessante del mikado nell’alta moda è la sua versatilità. Questo tessuto può essere utilizzato per creare capi dall’aspetto classico e senza tempo o per realizzare modelli più innovativi e audaci. La rigidità del mikado permette ai designer di sperimentare con forme non convenzionali, creando silhouette scolpite che richiamano la figura umana in modo artistico e audace.

 

Evoluzione e futuro del re dei tessuti couture

Nel 2025, il mikado si rinnova senza perdere la sua essenza. La sostenibilità è chiave: sete biologiche e poliestere riciclato rispondono all’etica moderna, mentre tecniche artigianali giapponesi, come la tintura con indigo naturale, riaffiorano in edizioni limitate per i puristi. I designer lo reinterpretano con stampe geometriche o finiture opache, accostandolo a tulle o cotone per contrasti freschi. La primavera-estate 2025 lo vede in abiti da sposa contemporanei e capispalla decostruiti, perfetti per un’eleganza audace.  

Il futuro lo proietta oltre la couture femminile: camicie maschili strutturate o accessori come clutch rigide sono all’orizzonte. La palette si amplia con toni caldi – ocra, rosa antico – accanto ai classici neutri, ideali per la stagione calda. Il mikado resta un simbolo di potenza stilistica: un tessuto che unisce il rigore della tradizione orientale alla visione della moda globale, pronto a scolpire il domani con la sua allure senza tempo.  

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